Le implicazioni legali della rivoluzione digitale

Il mondo legale si trova ad affrontare una sfida pressoché inevitabile: la rivoluzione digitale e le sue implicazioni legali, in alcuni casi ancora impossibili da prevedere. Smart contract, firme digitali, criptovalute: come si rapportano la legge e la giustizia con questi ambiti così intangibili?

In questo scenario particolare urge fare un po’ di chiarezza, partendo da un’analisi preliminare delle innovazioni tecnologiche che negli ultimi anni hanno stravolto il nostro mondo. Facciamo un esempio pratico: fino a pochi anni fa era impensabile intentare una causa legale, qualunque fosse la ragion d’essere, senza presentare fisicamente la documentazione.

Come era impensabile firmare un documento che avesse valore legale e autenticato senza essere in presenza: oggi con la firma elettronica lo si fa in pochi e semplici click.

Oggi, soprattutto dopo un anno e mezzo di pandemia, sappiamo bene che si può testimoniare, presentare incartamenti e domande ufficiale con un semplice click. Come se ciò non bastasse, ogni giorno nascono nuove piattaforme di realtà virtuale in cui avatar con le nostre sembianze possono investire in criptovalute, il tutto grazie agli smart contract. Ovvero protocolli informatici che ci consentono di eliminare il ricorso a intermediari con un rapporto diretto fra due parti.

Sappiamo bene che la smaterializzazione (digitalizzazione) della giustizia non significa la sua sparizione. Anzi il ricorso alla digitalizzazione pone nuovi e fondamentali interrogativi. In primo luogo, sicurezza e rispetto della privacy elementi fondanti della rivoluzione digitale.

Proviamo a vedere in dettaglio quali sono le principali innovazioni che coinvolgono anche il settore legale:

  • Blockchain. Letteralmente si intende una “catena di blocchi”. Si tratta di un insieme di tecnologie che strutturano una rete di connessioni fra blocchi, in cui ogni blocco rappresenta una transazione che viene eseguita automaticamente al verificarsi di determinate condizioni. Il consenso viene distribuito sui nodi che partecipano tutti insieme alla validazione delle transazioni. Il principio per cui nasce la tecnologia blockchain è consentire la decentralizzazione.
  • Decentralizzazione. Trasferimento di autorità o responsabilità da un’istituzione centrale a una rete distribuita in cui ogni blocco ha eguale valore. La decentralizzazione è alla base della nascita delle criptovalute.
  • Criptovaluta. Le criptovalute sono valute virtuali la cui rappresentazione digitale di valore è possibile grazie alla crittografia. Sono utilizzate come mezzo di scambio o conservate come forma di investimento. Tutte le azioni riferite alle criptovalute, trasferimenti e negoziazioni avvengono elettronicamente, proprio attraverso la blockchain. Negli ultimi anni abbiamo iniziato a sentire parlare anche di stablecoin.
  • Stablecoin. Parliamo di una evoluzione delle criptovalute, con vantaggi in termini di versatilità e programmabilità, proprio come i bitcoin e le criptovalute in generale, ma anche in termini di garanzie monetarie grazie ai meccanismi più simili alle monete tradizionali.
  • Smart contract. Vengono spesso definiti “contratti intelligenti”, ovvero clausole contrattuali scritte in linguaggio informatico attraverso software e protocolli digitali. La loro peculiarità è di eseguirsi automaticamente, al determinarsi di certe condizioni poste dalle parti in causa. Non sono assimilabili ai contratti tradizionali poiché sono comunemente associabili proprio alle piattaforme blockchian, con applicazioni nel settore finanza e assicurazioni.

I problemi in ambito legale della rivoluzione digitale

Non mancano, però, alcuni problemi, che proprio l’ambito legale sembra far emergere più spiccatamente nel contesto della rivoluzione digitale. Il carattere internazionale e decentralizzato insito nella Blockchain si scontra con la nazionalità in tema di sistemi giuridici e leggi.

In caso di problemi di natura legale a quale giurisprudenza si farà riferimento? Ovvero alle leggi di quali paesi?

Attualmente salvo rarissimi casi, non esistono leggi specifiche e la natura di questa tecnologia che fa proprio della decentralizzazione il suo carattere principe, in teoria rende quasi impossibile individuare una competenza territoriale giuridica in caso di controversie. In attesa che il Parlamento Europeo si muova per una normativa federale, vediamo la situazione in Italia.

Qui il legislatore grazie al “Decreto Semplificazioni” varato a fine 2018 ha individuato la necessità di una legiferazione ad hoc. Al momento, quindi, esiste una prima definizione degli Smart Contract, ma siamo ancora lontani anni luce dalla individuazione di una disciplina dettagliata.  

L’attenzione alle innovazioni tecnologiche è uno dei nostri punti di riferimento, per garantirvi un’assistenza legale sempre al passo con i tempi. Per dubbi o chiarimenti in relazione agli aspetti giuridici di questi nuovi strumenti digitali, contattateci.

Morbinati & Longo avvocati
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