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Cartelle esattoriali: come difendersi dalle truffe

Un virus mascherato da cartella esattoriale inviata per posta elettronica ha colpito le caselle email di oltre 80 aziende nelle ultime settimane.

Proprio per questo è utile ricordare quali caratteristiche deve avere una cartella esattoriale autentica: data, estremi del procedimento, dati del destinatario, contatti del responsabile del procedimento, prospetto delle cifre dovute, modalità per il pagamento, la rateizzazione, ricorso.

Anche aziende importanti sono state violate grazie a questo malware che installatosi sul computer ospite è in grado di rispondere a comandi dall’esterno. Secondo le dichiarazioni di Yoroi, azienda bolognese specializzata in sicurezza informatica, i creatori di questo virus volevano proprio colpire le aziende italiane, utilizzando un linguaggio e modalità specifiche del fisco italiano.

Ad uno sguardo più attento la mail, che riportava nell’oggetto un modulo facilmente confondibile con quelli usati da Agenzia delle Entrate – Riscossione “Codici Tributo Acconti” o anche “F24 Acconti-Codice Tributo 4034”, appare chiaramente un falso avendo come mittenti indirizzi mail sospetti (info@amber-kate.com e info@fallriverproductions.com) ma sono state molte le aziende che, a causa di una lettura superficiale, hanno subito ingenti danni.

Vediamo dunque, anche in virtù delle nuove modalità entrate in vigore lo scorso luglio 2017 quando Agenzia delle Entrate – Riscossione (AER) ha sostituito Equitalia, com’è una cartella esattoriale autentica:

Per prima cosa ricordiamo che la cartella esattoriale deve essere consegnata al destinatario a mezzo raccomandata o posta certificata.

  • Nel primo caso la consegna deve avvenire nelle mani del destinatario (la mancata ricezione da parte del destinatario può essere infatti motivo per impugnare la cartella);
  • nel caso invece della posta certificata il documento contenente la cartella esattoriale (il file) deve essere firmato digitalmente dal responsabile del provvedimento

Questo secondo caso è quello più contestato con molte cause dibattute anche nel 2017 e arrivate a sentenza con l’annullamento delle cartelle esattoriali poiché l’invio di notifiche di cartelle esattoriale tramite pec in formato PDF non rispecchia gli standard di legge, che per la firma digitale prevedono invece l’estensione del file “.p7m” (tipica dei file firmati digitalmente).

Nei casi in cui il file inviato tramite posta certificata non abbia questa estensione, infatti, non è possibile identificare, con assoluta certezza, il suo autore né la paternità dell’atto e, d’altro canto, non è possibile garantire l’integrità e l’immodificabilità dell’atto, come previsto dal codice dell’amministrazione digitale, quindi la cartella può essere nulla.

Ma torniamo alla struttura della cartella esattoriale:

  • nella prima pagina troviamo l’elenco degli Enti creditori (es. Comune di residenza) e la causale (es. mancato versamento di una rata della tassa sui servizi). Questo identifica subito chi ci manda la cartella e per quale motivo.
  • A seguire un prospetto dettagliato delle cifre dovute, suddivise fra quelle di spettanza degli enti creditori e quelle dell’agente di riscossione. Ogni ente creditore viene contrassegnato da un colore diverso, per esempio i comuni sono contraddistinti dal colore verde.
  • Una cartella esattoriale autentica deve riportare quindi gli estremi dell’atto di accertamento, i dati del debitore, i contatti diretti del responsabile del procedimento e le informazioni dell’agente della riscossione.

Quest’ultima parte della cartella esattoriale serve a specificare le indicazioni utili per pagare l’importo, rateizzarlo, per presentare ricorso o aderire alla rottamazione bis.

La mancanza di una di queste specifiche, considerata un vizio di forma, può essere motivo per impugnare la cartella esattoriale. Per qualsiasi dubbio contattate un avvocato esperto in materia che vi aiuterà a identificare le cartelle autentiche e vi indicherà i passi migliori da compiere.

 

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