Il Calendario di Frate Indovino.

Nessun valore probatorio, per il giudicante, hanno le valutazioni assunte dal CTU nella CTU tecnica depositata le cui conclusioni il giudicante denega per infondatezza probatoria e tecnica dei mezzi usati stante che il mezzo tecnico inidoneo all’uopo utilizzati dal CTU in ordine ai criteri usati per individuare la visibilità e la rifrazione della luce al momento del sinistro, è stato, come dichiarato dallo stesso CTU, in sede di chiarimenti, il “Calendario di Frate Indovino“.

Giudice di pace di Roma, 1 marzo 2012 n. 6824, in motivazione.

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Il codice informatico non è una proprietà fisica.

Wired ha dato notizia di una sentenza che ha ritenuto la sottrazione di codice informatico non assimilabile al furto, in ragione della natura “non fisica” del codice.

Former Goldman Sachs programmer Sergey Aleynikov, who downloaded source code for the investment firm’s high-speed trading system from the company’s computers, was wrongly charged with theft of property because the code did not qualify as a physical object under a federal theft statute, according to a court opinion published Wednesday. “Because Aleynikov did not ‘assume physical control’ over anything when he took the source code, and because he did not thereby ‘deprive [Goldman] of its use,’ Aleynikov did not violate the [National Stolen Property Act],” the 2nd Circuit Court of Appeals wrote in its opinion.

Qui il resto dell’articolo.

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What Isn’t for Sale?

Michael Sandel, filosofo del diritto a Harvard, ha scritto un interessante articolo su The Atlantic in cui, con la solita verve, analizza la pervasività dei meccanismi di mercato nella società (americana) moderna.

WE LIVE IN A TIME when almost everything can be bought and sold. Over the past three decades, markets—and market values—have come to govern our lives as never before. We did not arrive at this condition through any deliberate choice. It is almost as if it came upon us.

Qui il resto dell’articolo.

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Go to Trial: Crash the Justice System.

Il New York Times si occupa dell’eccessivo ricorso ai riti alternativi nel processo penale.

AFTER years as a civil rights lawyer, I rarely find myself speechless. But some questions a woman I know posed during a phone conversation one recent evening gave me pause: “What would happen if we organized thousands, even hundreds of thousands, of people charged with crimes to refuse to play the game, to refuse to plea out? What if they all insisted on their Sixth Amendment right to trial? Couldn’t we bring the whole system to a halt just like that?”

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Lezioni di stile.

L’ Economist ha aggiornato il suo strepitoso manuale di stile. La lettura dovrebbe essere obbligatoria per chiunque maneggi strumenti di scrittura. Proponiamo qui un estratto dell’introduzione:

The first requirement of The Economist is that it should be readily understandable. Clarity of writing usually follows clarity of thought. So think what you want to say, then say it as simply as possible. Keep in mind George Orwell’s six elementary rules (“Politics and the English Language”, 1946):

  1. Never use a metaphor, simile or other figure of speech which you are used to seeing in print.
  2. Never use a long word where a short one will do (see Short words).
  3. If it is possible to cut out a word, always cut it out (see Unnecessary words).
  4. Never use the passive where you can use the active.
  5. Never use a foreign phrase, a scientific word or a Jargon word if you can think of an everyday English equivalent.
  6. Break any of these rules sooner than say anything outright barbarous (see Iconoclasm).
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Legge di stabilità 2012.

È stata approvata la legge di stabilità 2012 (legge 12 novembre 2011, n. 183, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 14 novembre 2011. Qui il testo integrale. Entra in vigore il 1° gennaio 2012, ad eccezione dei commi 7, 9, 29, 31, 35 e 36 dell’art. 33 che sono entrati in vigore il 14 novembre 2011.

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Sono illegittime le ritenute eseguite dal debitore assoggettato a procedura esecutiva.

Allorché il datore di lavoro sia inadempiente agli obblighi di versamento delle ritenute previdenziali e fiscali, quanto alle previdenziali egli non ha più titolo per rivalersi nei confronti del lavoratore, mentre, quanto alle fiscali, soccorrerà il consueto meccanismo della tassazione dei redditi arretrati, sui quali incomberà al lavoratore, dopo averli materialmente percepiti e dichiarati, corrispondere, su liquidazione del competente ufficio, le relative imposte: pertanto legittimamente l’esecuzione ha luogo per l’importo dovuto, al lordo cioè di dette ritenute, tanto previdenziali che fiscali.

Corte di Cassazione, Sezione III,  28 settembre 2011 n. 19790 (in motivazione).

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Steve Jobs (1955 – 2011).

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of others’ opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.When I was young, there was an amazing publication called The Whole Earth Catalog, which was one of the bibles of my generation. It was created by a fellow named Stewart Brand not far from here in Menlo Park, and he brought it to life with his poetic touch. This was in the late 1960′s, before personal computers and desktop publishing, so it was all made with typewriters, scissors, and polaroid cameras. It was sort of like Google in paperback form, 35 years before Google came along: it was idealistic, and overflowing with neat tools and great notions.
Stewart and his team put out several issues of The Whole Earth Catalog, and then when it had run its course, they put out a final issue. It was the mid-1970s, and I was your age. On the back cover of their final issue was a photograph of an early morning country road, the kind you might find yourself hitchhiking on if you were so adventurous. Beneath it were the words: “Stay Hungry. Stay Foolish.” It was their farewell message as they signed off. Stay Hungry. Stay Foolish. And I have always wished that for myself. And now, as you graduate to begin anew, I wish that for you.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Thank you all very much.

STTL, Steve.

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La Corte di cassazione sull’efficacia solutoria dell’assegno circolare.

Nelle obbligazioni pecuniarie, il cui importo sia inferiore ad Euro 12.500 o per le quali non sia imposta per legge una diversa modalità di pagamento, il debitore ha facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta avente corso legale nello Stato (ed al domicilio del creditore) o mediante consegna di assegno circolare. Nel primo caso il creditore non può rifiutare il pagamento, come, invece, può nel secondo solo per giustificato motivo, da valutare secondo le regole della correttezza e della buona fede oggettiva. L’estinzione dell’obbligazione con l’effetto liberatorio per il debitore si verifica nel primo caso con la consegna della moneta e nel secondo quando il creditore acquista concretamente la disponibilità giuridica della somma di denaro, ricadendo sul debitore il rischio dell’inconvertibilità dell’assegno (Cass. Sez. Un., 18 dicembre 2007, n. 26617; sulla prima affermazione, vedi anche Cass. 1 dicembre 2010, n. 24402; sulla seconda, vedi anche Cass. 10 marzo 2008, n. 6291). Non è peraltro qui in contestazione l’idoneità del mezzo, che per vero l’accipiens non contesta in quanto tale, ma l’identificazione del tempo in cui esso produce l’effetto proprio del pagamento. È ovvio che la deroga alla norma generale in tema di modalità di effettuazione del pagamento, quand’anche tollerata, non possa però produrre ulteriori effetti, in favore del derogante ed in difetto di espressa o tacita volontà delle parti coinvolte, in ordine anche a tale ultimo profilo. Pertanto, prescelto a suo rischio e sotto la sua responsabilità il debitore il suddetto mezzo di pagamento alternativo a quello solo previsto dalla legge, egli accetta le correlate conseguenze negative (in base al principio cuius commoda eius et incommoda) dei tempi di viaggio, consegna e cambio, i quali non possono andare a danno del creditore. Il tempo dell’adempimento di un’obbligazione pecuniaria in caso di pagamento a mezzo di assegno circolare va quindi identificato in quello in cui il creditore, che non si dolga dell’imperfezione del mezzo di pagamento o non adduca altri giustificati motivi, si riceve, cambiandolo nelle forme prescritte dalla legge ed usando al riguardo l’ordinaria diligenza, il controvalore pecuniario del detto titolo di credito. Va escluso qualsiasi effetto favorevole per il solvens a decorrere dalla data della sola spedizione del detto assegno circolare.

Corte di Cassazione, Sezione III, 21 giugno 2011 n. 13482/2011, in motivazione.

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La Corte di cassazione in materia di spese di precetto.

È pienamente legittimo pretendere spese e competenze non liquidate dal giudice, rispondendo questo a generali principi in tema di c.d. autoliquidazione  in sede di precetto, quando esse riguardano attività normalmente  connesse alla sua predisposizione o comunque abitualmente comprese nell’intervallo tra la liquidazione contenuta nel titolo e le successive legittime iniziative del creditore per conseguire quanto in suo favore in quest’ultimo statuito.

Corte di Cassazione, Sez. III, 21 giugno 2011 n. 13482, in motivazione.

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